Dalle mie "immersioni solitarie" emergo raramente...
cigaleggiando va
farfallina
felipelcid
Flor la bella
il barone
il battellliere
il viaggiatore
mangia pane di grano
max ferro di cavallo
non la fa sui muri di arcore
un anfiosso che scrive
un bosco da salvaguardare
un filosofo fuori dal tempo
cose passate che riecheggiano qua e là:

Scirocco
Cielo grigio
Luminescente
Antichi gabbiani novembrini
Volano alti
(Non sento i loro stridi di richiamo lassù)
Vibra la luce
Bianchissima
Frusta i nervi
Resi sensibili
Dal caldo vento del deserto più a sud
Vibra la pelle
Arroventata:
Carezza di vita
Le pesanti gocce
Di caldo fango del deserto più a sud
Vibra il mio spirito
Strapazzato
Urlerà una canzone
Lacerando il vuoto
Poi
Ricomposto
Sopito ogni furore
Quieto tornerà nel suo angolo di ghiaccio
(novembre 2003)
Mi si chiede perchè non scrivo, da più parti, e poi da altre parti mi si chiede cosa sono i balatoni (e non sarà anche questa una richiesta di scrittura?).
Non scrivo quasi mai, scrivo poco, io. Forse perchè non sono una blogger, ma solo una che ha un blog - la differenza, per me, è palese. Non sono un'artista. Non sono una scrittrice. Non sono questo gran vulcano di idee. Non sono una comunicatrice. Non sono una collezionatrice di amicizie. Ma soprattutto - chiamatela pure pigrizia mentale - preferisco commentare i post altrui che crearne di miei: non è scrittura anche questa? Poi ci sono momenti in cui anche quelle poche parole che utilizzerei per commentare altri non vengono fuori: semplicemente si bloccano come quel groviglio che ho postato qualche tempo fa.
Nonostante le apparenze sono un'introversa, non mi piace rivelarmi, tengo per me i miei crucci e le mie lamentele. E in questo momento se scrivessi, questo verrebbe fuori: crucci e lamentele. E non è davvero il caso, non credete? Ce ne sono già tanti, sparsi per il web che un crucciarsi in più davvero sarebbe superfluo. E soprattutto non mi sarebbe d'aiuto. Perchè se lo fosse, penso che me ne fregherei altamente di insozzare la rete con un altra pletora di lamenti.
Perciò non scrivo. Ma non solo per questo.
Non sempre mi piace ciò che scrivo (anzi, quasi mai). Ma mi piace molto quello che scrivono gli altri (beh, quasi sempre). Perciò leggo tutti i libri che posso, gironzolo per molti blog, non sempre lasciando una traccia del mio passaggio perchè non sempre mi va, non sempre ho qualcosa da dire. E commentare con "bello, bellissimo" o "che schifo di post" mi sembra sterile. Quindi molto spesso sto zitta: a volte lascio solo uno spruzzo d'acqua per avvisare del mio passaggio, altre volte cerco di fare meno rumore possibile, scivolando via in silenzio. Sto zitta anche qua dentro, nella mia zona di secca, che non ho creato io ma mi è stata donata con molto affetto. Ed il dono l'ho gradito, non crediate, solo che non so utilizzarlo. Cioè, il più delle volte mi mancano le idee, molto spesso le parole, altre volte il tempo: gironzolando nel web mi perdo tra mille blog e un forum, poi, siccome non sono abituata a scrivere di getto e sono molto lenta a produrre qualcosa di leggibile, anche quelle rare volte in cui mi viene in mente qualcosa che sarebbe interessante sviluppare, tra il momento dell'illuminazione e quello del'attuazione passa tanto di quel tempo che alla fine rinuncio all'idea che avevo avuto e che nel frattempo si è già appassita come un fiore reciso troppo tardi.
Si, ma a questo punto per spiegare i balatoni devo fare un altro post... lo farò, ma prima vado a leggere un po' in giro, abbiate pazienza!

ci sono momenti in cui le parole si affollano per uscire, creando un intrico di pensieri in fondo alla gola, o un po' più giù, o un po' più su, tra il cuore e la mente.
Così, presi dall'impeto di venir fuori, vanno a cozzare, finendo in frantumi...
Il momento perfetto
E' sempre una gioia ricevere un pacco postale, e lo è di più quando il mittente è una persona ancora da scoprire. Se poi contiene un libro (o anche due!), allora la gioia è perfetta.
Ma non basta. Perchè ci sono delle volte che la gioia perfetta arriva nel momento perfetto.
Così ho infilato il pacchetto ancora chiuso nello zaino già pronto per il mare, insieme al telo, alla crema solare e alla bottiglia d'acqua, poi via, sulla moto verso una delle più belle località marittime del mondo.
Per tutto il viaggio ho pregustato quel momento in cui l'odore del mare si sarebbe unito al rumore della carta frusciante, il rumore della risacca all'odore di carta inchiostrata, la sorpresa delle parole d'altri scritte sulla prima pagina allo spettacolo della spiaggia assolata e semideserta.
Poi

Il momento perfetto è arrivato.
eh si, c'era da aspettarselo
eppure lo avevamo rimosso
eppure pensavamo "ma no, non accadrà"
eppure credevamo avesse impegni più importanti
e invece no
e invece lui si è manifestato in tutto il suo splendore
ed è rimasto lì, tronfio e gonfio
il grande Governatore della Regione Sicilia
era lì ma non era invitato
e si è piazzato alla destra del buon Sergio Flaccovio (con Vincino e Gianni alla sua sinistra).
è vero, non era invitato
ma è vero, anch'io al suo posto sarei andata
è vero, ha avvisato mezz'ora prima
ma è vero, io lo avrei detto almeno un giorno prima.
è vero, era lì e ne aveva diritto
ma io in verità al suo posto sarei rimasta tra il pubblico
sicura che mi avrebbero invitata a "passare dall'altro lato"
una cosa è chiara: era lì e non ce lo aspettavamo
era di fronte a noi come se fosse la cosa più naturale del mondo
era lì e si è portato pure la claque
era lì con l'arroganza del politicante che non ne lascia passare una
fa la parte del divertito
"si il libro l'ho comprato, ne ho prese cento copie e le ho regalate"
ma la chicca è quando, ammiccando all'esterrefatto editore, afferma:
"non mi sono opposto alla pubblicazione di questo libro"
come se il suo parere fosse stato chiesto a monte
"ho detto, fate pure, la satira dà un messaggio"
come se fosse stato interpellato
poi scherza e fa il simpatico alle battute di Vincino
ma quando Gianni afferma:
"la sua presenza qui è volta a neutralizzare il messaggio satirico".
si offende (fa la faccia stupita)
"ma non è vero, io apprezzo le critiche: compro Repubblica edizione Palermo solo per leggere le vignette di Gianni"
però s'inalbera con la giornalista di Repubblica che lo incalza:
se davvero accettasse la critica leggerebbe anche il giornale e non guarderebbe solo le vignette.
"ho altro da fare io, che leggere le scempiaggini scritte in quel giornale"
e si fionda a gomitate sul buffet
occupandone più di metà con la sua mole e il suo entourage
"sono venuto perchè sapevo che c'erano le patatine"
e brinda circondato dai gorilla,
sta lì col bicchiere in mano, senza aspettare Gianni, che, fermo un po' più in là, scrive dediche e scherza col pubblico
io se ero Gianni lo picchiavo
io se ero Cuffaro aspettavo Gianni per brindare con lui
ma per sua fortuna Gianni ha più savoir faire di me
e per sua fortuna Cuffaro ha più faccia tosta di me
e alla fine ce l'ha fatta a farmi fare un post su di lui invece che sulla satira.
no, non riemergo, ci vuole troppa forza, e non riesco a darmi la spinta giusta.
sono stanca e un po' demotivata, la mia vita "reale" mi pesa e le parole non vengono fuori.
Sento che la blogsfera diventa sempre meno ospitale per me.
spero sia un "malessere paseggero", intanto mi prendo una vacanza in altri lidi, in zona conigliesca con altro nick e altre dinamiche... poi si vedrà!
... torno qui dopo tanto tempo a spolverare quest'angolino, non so neanch'io perchè.
anzi lo so il perchè, perchè ci risiamo ancora una volta col balletto del web.
c'è una forte corrente che mi trascina via
via dalla rete e dalle sue lusinghe
e sarebbe dolce abbandonarsi alla sua tiepida forza
spezzare l'incanto di streghe e di maghi
di fate e folletti ...
il dito corre verso il bottone
la mano chiude il pugno: no, non ancora
5 altri minuti
restiamo un altro poco qui in sospeso
perchè con ai fianchi le due precarietà
(il vero e il fittizio)
si corre diritti in equilibrio sul filo




antonellate
onde cavalcate
onde dalla sicilia
onde dallaltro mondo
onde di carta
onde di lingua sicula
onde in corso
onde interiori
onde spettacolari